INCONTRO “ Pietre Vive” 15 Dicembre 2014

INCONTRO  “ Pietre Vive”

PARROCCHIA  REGINA PACIS

ANGUILLARA,  15 dicembre 2014

“Incontrare e vivere Gesù nel quotidiano per essere come Lui”

 

Presentazione del’attività

Carissima/o

Avvento vuol dire attesa. Dio si fa vicino a noi per mezzo di Cristo.

Nella vita di molte persone spesso, all’improvviso si trovano risposte ed attese

(attesa di qualcosa, di  QUALCUNO, che quando verrà risolverà la vita, metterà a tacere la propria inquietudine  portando la serenità di una pace vera).

Nel Vangelo sono molte le “immagini” di persone che all’improvviso trovano queste risposte. Incontrano qualcuno che riempie la loro vita : Gesù.

Così è per noi oggi. Per ciascuno le circostanze dell’incontro sono diverse.

Ma appare chiaro che è Lui,  il Qualcuno atteso da tempo, colui che, preso sul serio, ti riempie la vita e non permette che continui come prima.

Fare i conti con Gesù non può lasciare indifferenti, ma può succedere anche di dirgli di no, a conti fatti.

Cerchiamo di riuscire a dare una interpretazione personale di un incontro con Gesù, mettendoci nei panni di un personaggio che lo ha incontrato durante la sua vita.

Leggiamo nel Vangelo il racconto di un episodio e facciamolo “nostro”, cerchiamo poi di raccontarci, il prossimo incontro, condividendo fraternamente, in quale modo si è svolto questo incontro e se ha lasciato una traccia nella nostra vita.

 

                             Un abbraccio

don Luigi, don Faustino , don Leo

ALCUNE  “IMMAGINI” DI INCONTRI NEL VANGELO

 

Un compaesano di Gesù    Lc  4, 16-30

(non  voleva ascoltare discorsi scomodi)

Un fariseo           Lc 7, 36-50

(il conformismo religioso )

Un apostolo         Lc 9, 49-50

( il settarismo la chiusura agli altri)

Marta , Maria           Lc 10, 38-42

(il non saper cogliere il momento delle cose

importanti )

Un invitato scortese          Lc 11, 15-21

(ignorare Gesù con scuse banali, essere con Gesù )

Uno della folla        Lc 11, 29-32

(domandare dei miracoli come prova, la malafede)

L’erede        Lc 12, 13-21

( non capire la vera importanza di Gesù,

guardarsi dall’ avarizia )

L’amministratore infedele Lc 12, 42-48

(vivere ignorando Gesù, essere sempre vigilanti )

Il fratello del figliol prodigo   Lc 15, 11-32

( la piccolezza d’animo)

Un ricco ostinato         Lc 16, 19-31

( il pentimento tardivo )

Il giudice buono   Lc 18, 1-8

( fare il bene per forza)

 

 Il capo dei sacerdoti  Lc 20, 20-26

( voler cogliere in fallo Gesù per

metterlo a tacere, il tributo a Cesare)

 

 

 

 

 

 

Un apostolo addormentato Lc 22, 39-46

( lasciarsi andare nel momento della prova)

 

Pietro        Lc 22, 54-62

(la paura di assumersi una responsabilità)

 

Pilato       Lc 23, 1-25

(l’ingiustizia )

Uno della gente       Lc 23, 35-36

(il vizio di “stare a vedere”)

 

Un lapidatore    Gv 8, 1-11

( la legge prevale sul perdono)

 

Tommaso           Gv 20, 24-29

(vedere per credere)

 

I primi discepoli   Mt 4, 18-22

(esigenze della vocazione)

 

Il ricco triste       Lc 18, 18-24

( il peso della ricchezza)

 

Un fariseo presuntuoso     Lc 18,9-14

(lo snobbismo religioso)

 

 

Il servo pauroso      Lc 19, 20-26

(l’indolenza)

 

 

 

 

Con la riflessione sull’attività si sono verificate, negli incontri con Gesù, le emozioni, i sentimenti , gli atteggiamenti, i gesti di Gesù stesso e di coloro che si sono avvicinati a Lui, inoltre ciascuno è stato invitato, dopo essersi messo nei panni di un personaggio che lo ha incontrato durante la sua vita, a porre a se stesso domande come:

Signore che cosa devo fare?

Signore in che modo mi vuoi salvare?

Signore di che cosa ho bisogno?

 

 

Preghiera conclusiva:   

La porta del Natale

       Vorrei che ognuno di noi avesse quattro chiavi.

Una chiave per la porta secondaria:

il Signore viene, dove e come non lo sappiamo.
Viene in coloro che non ardiscono accostarsi alla grande porta maestra.
Una chiave per la porta che dà verso l’interno:

     il Signore ci è più intimo del più profondo dell’anima nostra.

     Da lì egli entra nella casa della nostra vita.
Una chiave per la porta di comunicazione

 che è stata murata, ricoperta con l’intonaco,
quella che dà su ciò che ci sta accanto:

     in coloro che ci sono più prossimi,
che sono anche coloro che più ci sono estranei,

     il Signore bussa alla nostra porta.
Una chiave per la porta principale, il portale:

     su quella soglia Gesù, con Maria e Giuseppe furono respinti.

          Non esitiamo a lasciarlo decisamente entrare

         nella nostra vita, nel nostro mondo!
Sapremo essere, oggi, la sua Betlemme?  

                    (Klaus Hemmerle, Vescovo di Aquisgrana)

 

 

Essere testimoni del Signore”: questo è il compito a cui è chiamata la Comunità  di coloro  che attendono il Dio  che viene in Gesù, di continuo, nel tempo. Anche il Cristiano, che crede in Gesù, sa di vivere sulla terra come qualsiasi altro uomo, ma con un senso e una speranza nuovi, che è chiamato a comunicare a tutti nella gioia.

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III Domenica di avvento

 

Spunti dal nuovo quaderno del “Mosaico di pietre vive – 5” , strumento che la nostra Diocesi offre alle Parrocchie per l’edificazione delle comunità cristiane.

 

Dalla presentazione del nostro Vescovo monsignor Romano Rossi

 

“….Riusciamo a stare nel mondo senza essere del mondo?

Riusciamo ad essere Chiesa vicina alla gente senza diluire la nostra identità e annacquare con la vita il Vangelo che annunciamo con le parole?

Non si tratta di trasformare il parrocchiano medio, il cristiano normale, in un erudito, rimpinzato di dottrine teologiche estranee alla vita.

La fede, però, per diventare esperienza, deve essere anche conoscenza e per diventare annuncio deve essere stata prima contemplata , metabolizzata e interiorizzata.

Siamo chiamati ad essere “pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1Pt. 3,15).

…L’annuncio vero e proprio del Vangelo parte dal kerigma della morte e resurrezione di Gesù Cristo, la parola che trafigge il cuore (At. 2,37) e che rappresenta il nucleo centrale del mistero cristiano e della sua conseguente testimonianza.

La fede nasce nel rapporto personale con il Crocifisso risorto: incontro vero, non parole ascoltate e ripetute! FATEVI IMITATORI DI DIO E CAMMINATE NELL’AMORE ( Cfr. Ef. 5, 1-2 )

Naturale, a questo punto, approfondire la conoscenza della figura di Gesù Cristo, il Signore risorto, riconosciuto e confessato come il Figlio di Dio esaltato nella gloria.

Il quaderno attuale (n. 5) propone, in continuazione con quanto fatto finora, una lettura trasversale della figura di Gesù Cristo nei Vangeli, secondo quattro aree fondamentali.

  1. a.     La predicazione di Gesù di Nazareth

Al cuore dell’annuncio e della predicazione di Gesù nei Vangeli si trova il tema del  Regno di Dio.

b.  I miracoli di Gesù di Nazareth

il linguaggio dei Vangeli a proposito di questi gesti insoliti e straordinari

  cercando di coglierne le caratteristiche e la tipologia

c.   Gesù di Nazareth e gli uomini

Accanto alle parole dobbiamo imparare a scoprire il messaggio dei gesti quotidiani di Gesù e, soprattutto, del suo modo di fare abituale, le indicazioni insite nel suo stile di vita, nelle sue scelte, nel suo approccio alla realtà e alla gente.

d.  Gesù di Nazareth e il Padre

Lo specifico della nostra proposta consiste meno nell’originalità dei contenuti che nelle caratteristiche di un metodo di lavoro personale ed ecclesiale che stimoli il cambiamento delle persone e la crescita comunitaria delle Parrocchie.

La capacità di procedere insieme, coinvolgendo in prima persona i partecipanti, è molto più importante dell’eventuale lezione frontale.

Una catechesi che si limitasse a esporre temi dottrinali, senza confronti e ritorni, per quanto accattivante e originale, rischierebbe di lasciare il tempo che trova. Se i nostri quaderni non provocano un lavoro attivo, personale e collettivo, riflessivo e condiviso, non servono a niente.

La comunità parrocchiale non cresce a forza di conferenze ma con il metodo dell’ascolto, dell’interiorizzazione, del dialogo con le conseguenti decisioni.

E’ con questo spirito al servizio di questi obiettivi che desideriamo ribadire le tappe che scandiscono il lavoro della Pietre Vive, dopo aver ascoltato le catechesi proposte.

 

 

Le tappe che scandiscono il lavoro della Pietre Vive 5

 

La conversione

“Non limitatevi ad ascoltare la Parola: mettetela in pratica” (cfr. Gc 1,22)

La comunione

“Pur essendo molti, siamo un corpo solo in Gesù Cristo, membra gli uni degli

altri”(cfr. Rm. 12,5)

La carità

“Non distogliere mai lo sguardo dal povero” (Tb. 4,7)”

 

(Il percorso adottato per le pietre vive della nostra parrocchia dopo l’analisi del documento “Nel gregge di Francesco  ben si collega al documento Pietre vive 5 ”).   (C.V.)

 ATTENZIONE:

Elenco e date degli incontri delle “Pietre Vive” a Regina pacis, la sintesi della riunione del 17 Novembre e gli spunti di METODO per le “PIETRE VIVE”si possono trovare nella sezione Pietre vive dai GRUPPI PARROCCHIALI direttamente dalla home page.

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